Katibim: storia, origine e mito di una delle canzoni più affascinante della musica turca

Lug 13, 2025 | Cultura, Musica

Tra le canzoni popolari più celebri della Turchia, Katibim (nota anche con il titolo "Üsküdar'a Gider iken") occupa un posto speciale, non solo per la sua melodia dolce e malinconica, ma anche per la storia misteriosa che la accompagna. La canzone, che inizia con i versi “Üsküdar'a gider iken aldi da bir yağmur” ("Mentre andavo a Üsküdar, scoppiò un acquazzone"), ha attraversato secoli, confini e culture, diventando parte integrante della memoria musicale non solo turca, ma anche balcanica, mediorientale e persino occidentale. In questo articolo esploreremo tutte le ipotesi, versioni e leggende che ruotano attorno a Katibim, per restituire un quadro il più possibile completo della sua affascinante storia.

Le origini ottomane della canzone

Secondo le fonti più accreditate, la canzone Katibim nacque durante il regno del sultano ottomano Abdülmecid (1839-1861), nel contesto della Guerra di Crimea (1853-1856). Fu in questo periodo che, nel tentativo di modernizzare l’amministrazione ottomana secondo modelli europei, venne imposta l’adozione di un nuovo stile di abbigliamento anche ai funzionari civili: setre (giacca) e pantaloni sostituirono abiti tradizionali come caffettani, salvari e turbanti.

La popolazione, soprattutto quella più tradizionalista, accolse con sospetto questi cambiamenti, vedendoli come una forma di "imitazione dell'Occidente" o addirittura una perdita di identità culturale. Nacque così, secondo alcune fonti, una canzone popolare di scherno verso i giovani impiegati di bell’aspetto che, ben vestiti secondo la nuova moda, camminavano con sicurezza nelle strade di Istanbul. Le strofe della canzone, che apparentemente sembrano un elogio al bel segretario (kâtip), in realtà nasconderebbero toni ironici e canzonatori.

Aziz Mahmut Bey: il vero Katibim?

Una delle teorie più affascinanti è quella proposta dal ricercatore Dr. Doğan Kaya, secondo cui il "katibim" protagonista della canzone sarebbe realmente esistito. Si tratterebbe di Aziz Mahmut Bey, figlio dello sceicco Mahmut Efendi della tekke Selami Ali Efendi a Üsküdar. L'uomo fu capo segretario dell'ufficio esecutivo di Üsküdar e noto per il suo aspetto elegante, i modi distinti, il portamento fiero e le scarpe lucide.

Aziz Mahmut Bey, morto a 56 anni, era talmente celebre nel quartiere che ancora oggi una via di Üsküdar porta il suo nome: Katibim Aziz Bey Sokak. Secondo un'altra voce, a scrivere il testo della canzone sarebbe stata Seyyide Ayşe Hanım, terza moglie di Aziz Bey, come testimonianza di un amore travagliato vissuto tra i due.

Una canzone d’amore? O una satira popolare?

Il testo della canzone sembra raccontare, in apparenza, una storia d’amore vista con gli occhi di una giovane innamorata:

Üsküdar'a gider iken aldi da bir yağmur
Katibimin setresi uzun, eteği çamur
Katip uykudan uyanmış, gözleri mahmur
Katip benim, ben katibin, el ne karışır

Traduzione:

Mentre andavo a Üsküdar, scoppiò un acquazzone
La giacca del mio segretario è lunga, la sua gonna infangata
Il segretario si è svegliato dal sonno, ha gli occhi languidi
Il segretario è mio, io sono sua, che ci importa degli altri?

Eppure, molti studiosi, tra cui lo stesso Reşat Ekrem Koçu, affermano che la canzone fu scritta da un "külhanbeyi" — un tipo di popolano irriverente e spiritoso dell'Istanbul ottomana — per prendere in giro i giovani funzionari civili e i cambiamenti imposti dall'Occidente.

L’ipotesi scozzese: la marcia dei "donsuz asker"

Una delle teorie più dibattute riguarda l’origine della melodia. Secondo Reşat Ekrem Koçu e il compositore Nuri Halil Poyraz, la melodia di Katibim deriverebbe da una marcia militare scozzese eseguita dal reggimento scozzese dell'esercito britannico durante la Guerra di Crimea. I soldati scozzesi, con le loro gonne corte e le cornamuse, destarono curiosità e ilarità tra gli abitanti di Istanbul, che li soprannominarono "donsuz asker" (soldati senza mutande).

Secondo questa teoria, la caserma di Selimiye a Üsküdar fu trasformata in ospedale militare per gli alleati, tra cui gli scozzesi. Un compositore scozzese avrebbe scritto una marcia per l’occasione, che sarebbe stata poi adattata al testo turco diKatibim.

Ma il folklorista Şükrü Elçin non si fidò della versione e, nel 1971, durante un soggiorno a Londra, scrisse al Folk Music Institute per ottenere conferme. La risposta, arrivata nel 1975 dall’esperto Peter Cooke della Scottish Studies School, fu netta: non esisteva alcun inno militare scozzese con quella melodia, né vi erano elementi stilistici che riconducessero Katibim a modelli musicali scozzesi.

Diffusione nei Balcani e nel mondo

Oggi, Katibim è eseguita in diverse lingue e varianti in Grecia, Macedonia del Nord, Albania, Bosnia, Serbia e Bulgaria. Ogni Paese la considera parte della propria tradizione popolare, pur riconoscendo spesso la sua origine ottomana. Anche nel mondo arabo ne esistono versioni, così come in ebraico (Der Terk in America) grazie all'opera del clarinettista klezmer Naftule Brandwein, che ne registrò una versione strumentale negli USA negli anni '20.

Nel 1951, la cantante americana Eartha Kitt, durante un soggiorno a Istanbul, ne rimase affascinata e ne registrò una versione inglese (Uska Dara – A Turkish Tale), portando il brano al successo internazionale. Negli anni '50 fu una delle canzoni più ascoltate anche in Giappone.

La canzone nei media, nella musica colta e nel cinema

Numerosi compositori turchi e stranieri hanno rielaborato la melodia di Katibim:

  • Ahmet Adnan Saygun la incluse nel 1943 nell'opera Bir Tutam Kekik;
  • Cemal Reşit Rey la utilizzò come tema per il suo concerto per pianoforte Bir İstanbul Türküsü Üzerine Çeşitlemeler;
  • Robert Seidel le dedicò una composizione corale nel 1985;
  • Osman İşmen ne fece una versione disco-funk nel 1978 (Diskomatik Katibim), usata poi come colonna sonora in molti film comici turchi.

Nel 1955, il produttore Şevket Aktunç girò il primo film intitolato Katibim, seguito nel 1968 da una seconda versione a colori con protagonista Zeki Müren, icona della musica classica turca. Il film, diretto da Ülkü Erakalın su sceneggiatura di Sadık Şendil, vedeva un cast stellare e ambientazioni storiche curate nei minimi dettagli. Il successo fu tale che la melodia di Katibim venne adottata anche dalla Radio di Istanbul come musica d’apertura.

Katibim una canzone, mille identità

Katibim è molto più di una semplice canzone popolare. È specchio di un'epoca, documento sonoro dei cambiamenti sociali dell'Impero Ottomano, simbolo della tensione tra modernità e tradizione, tra imitazione dell'Occidente e difesa dell'identità culturale. Nel tempo, ha assunto valenze diverse: canzone d'amore, satira, lamento, motivo da ballo, inno pop, colonna sonora.

E proprio nella sua ambiguità e molteplicità di significati risiede forse il motivo del suo successo duraturo. Non è importante stabilire con certezza chi sia il vero kâtip o se la melodia venga dalla Scozia o dal cuore di Istanbul: è il fascino dell'incertezza che rende Katibim un patrimonio universale.

il testo di katibim


Üsküdar’a gider iken
aldı da bir yağmur, 

Kâtibimin setresi uzun
eteği çamur. 

Kâtip uykudan uyanmış
gözleri mahmur.


Kâtip benim ben kâtibin
el ne karışır, 

Kâtibime kolalı da gömlek
ne güzel yaraşır.


Üsküdar’a gider iken
bir mendil buldum, 
Mendilimin içine de
lokum doldurdum. 

Kâtibimi arar iken
yanımda buldum.


Kâtip benim ben kâtibin
el ne karışır, 

Kâtibime kolalı da gömlek
ne güzel yaraşır


Passeggiando verso Üsküdar,
la pioggia ci sorprende.
Il mio scrivano ha una lunga veste
il suo orlo sfiora il fango.
È appena desto dal sonno, lo scrivano,
gli occhi languidi e sognanti.
Lo scrivano è mio e io sono sua,
cosa vi importa!
La camicia dal colletto inamidato
quanto dona al mio scrivano!
Passeggiando verso Üsküdar,
trovo a terra un fazzoletto,
E io lo colmo di dolci lokum.
Cerco lo sguardo del mio scrivano,
e me lo ritrovo accanto.
Lo scrivano è mio e io sono sua,
cosa vi importa!
La camicia dal colletto inamidato
quanto dona al mio scrivano!