Il 29 ottobre 1923 segna la nascita ufficiale della Repubblica di Turchia, conclusione di un processo storico che aveva visto la dissoluzione dell'Impero ottomano e l'emergere di un nuovo Stato nazionale.
La crisi dell'Impero ottomano e la Guerra d'Indipendenza
All'inizio del Novecento, l'Impero ottomano viveva una fase di crisi profonda. I tentativi di riforma costituzionale, iniziati già nell'Ottocento, non erano riusciti a impedire la perdita di territori e il declino dell'influenza internazionale.
La Prima guerra mondiale accelerò il collasso. L'impero, alleato della Germania, uscì sconfitto dal conflitto. Il Trattato di Sèvres del 1920 prevedeva lo smembramento del territorio anatolico e la spartizione tra potenze straniere, con l'occupazione militare di diverse regioni, inclusa Istanbul.
In questo contesto emerse Mustafa Kemal, che tra il 1919 e il 1923 organizzò la resistenza armata contro le forze occupanti. La Guerra d'Indipendenza si concluse con la vittoria militare turca e il ritiro delle truppe straniere. Il 1º novembre 1922 la Grande Assemblea abolì il Sultanato. Con il Trattato di Losanna del 24 luglio 1923, le potenze riconobbero i nuovi confini dello Stato turco.
La transizione dall'impero alla repubblica non fu un processo pacifico né unanime, ma il risultato di conflitti militari, negoziati diplomatici e scelte politiche che avrebbero avuto conseguenze durature sulla regione.
29 ottobre 1923: la proclamazione della Repubblica
Il 13 ottobre 1923 Ankara venne designata capitale del nuovo Stato, sostituendo Istanbul. La scelta aveva motivazioni strategiche e simboliche: la città anatolica rappresentava un distacco dall'eredità imperiale ottomana.
Il 29 ottobre il Parlamento approvò l'articolo costituzionale che definiva la Turchia come repubblica. Mustafa Kemal (che avrebbe ricevuto il cognome "Atatürk", letteralmente "padre dei turchi", solo nel 1934 con la Legge sui cognomi) divenne presidente e İsmet İnönü fu nominato primo ministro.
La proclamazione venne celebrata pubblicamente, ma le trasformazioni più profonde sarebbero arrivate negli anni successivi, attraverso riforme che avrebbero incontrato anche resistenze significative in diverse parti della società.
Il progetto repubblicano: le riforme di Atatürk
Tra il 1923 e il 1938, Atatürk promosse un programma di riforme radicali volte a creare uno Stato laico e occidentalizzato. Queste trasformazioni modificarono profondamente le strutture giuridiche, educative e sociali del Paese.
- Diritto e laicità: nel 1926 venne adottato un nuovo codice civile ispirato a quello svizzero, che sostituì la legge islamica (sharia) con un sistema giuridico secolare. La stessa riforma abolì i tribunali religiosi e impose il matrimonio civile.
- Educazione e lingua: nel 1928 l'alfabeto arabo-ottomano fu sostituito con l'alfabeto latino, rendendo obsoleti i testi precedenti e richiedendo una nuova alfabetizzazione di massa. Nel 1932 venne istituita la Türk Dil Kurumu (Società della Lingua Turca) per "purificare" la lingua turca da influenze arabe e persiane.
- Ruolo delle donne: nel 1934 le donne ottennero il diritto di voto e di eleggibilità. Tuttavia, il processo di emancipazione femminile promosso dallo Stato si concentrò principalmente sulle aree urbane e sulle classi medio-alte, con effetti limitati nelle zone rurali.
- Modernizzazione sociale: la Legge sul cognome (1934), l'adozione del calendario gregoriano, il divieto del fez e del velo in ambito pubblico per impiegati statali furono imposte dall'alto con l'obiettivo di creare un'identità nazionale uniforme.
Queste riforme furono attuate in un contesto politico autoritario. Il sistema multipartitico fu sostituito da un regime a partito unico (il Partito Repubblicano del Popolo), e il dissenso venne represso. Le popolazioni curde, che si erano opposte alla centralizzazione statale, subirono repressioni militari. Le minoranze religiose, già ridotte dopo le vicende della Prima guerra mondiale e dello scambio di popolazioni con la Grecia (1923), furono ulteriormente marginalizzate.
I simboli del 29 ottobre
Il Cumhuriyet Bayramı è oggi la festa nazionale più importante della Turchia. Le celebrazioni ufficiali si concentrano ad Ankara, presso l'Anıtkabir, il mausoleo di Atatürk costruito tra il 1944 e il 1953, che rappresenta il principale luogo di culto civile del Paese.
Le commemorazioni includono cerimonie militari, discorsi politici e manifestazioni pubbliche in cui vengono esposti i simboli della Repubblica: la bandiera, l'inno nazionale e i ritratti di Atatürk. Nelle scuole si organizzano recite e sfilate, trasmettendo alle nuove generazioni la narrazione ufficiale della fondazione dello Stato.
Il centenario del 2023 ha visto celebrazioni particolarmente ampie, con un forte investimento retorico sull'identità nazionale e sul ruolo storico della Repubblica.
Box storico – Le date chiave della Repubblica
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1919–1923 | Guerra d'Indipendenza turca |
| 10 agosto 1920 | Trattato di Sèvres (mai ratificato) |
| 1° novembre 1922 | Abolizione del Sultanato ottomano |
| 24 luglio 1923 | Trattato di Losanna |
| 13 ottobre 1923 | Ankara diventa capitale |
| 29 ottobre 1923 | Proclamazione della Repubblica |
| 3 marzo 1924 | Abolizione del Califfato |
| 1926 | Nuovo codice civile laico |
| 1928 | Adozione dell'alfabeto latino |
| 1934 | Legge sul cognome e diritto di voto alle donne |
Vivere il 29 ottobre in Turchia
Durante il Cumhuriyet Bayramı, le città turche sono animate da celebrazioni pubbliche. Le istituzioni organizzano cerimonie ufficiali, mentre la popolazione partecipa con manifestazioni spontanee di orgoglio nazionale.
Anıtkabir (Ankara): il mausoleo di Atatürk accoglie visitatori che rendono omaggio al fondatore della Repubblica. Il sito rappresenta il centro simbolico delle celebrazioni.
Museo della Guerra d'Indipendenza: situato nel primo edificio del Parlamento ad Ankara, documenta attraverso fonti storiche il periodo della Guerra d'Indipendenza e la fondazione della Repubblica.
Istanbul: la città organizza eventi pubblici, spettacoli e illuminazioni lungo il Bosforo, pur non essendo più la capitale.
Per chi visita la Turchia in questo periodo, la festa offre l'opportunità di osservare come la memoria storica venga costruita e trasmessa nella società contemporanea.
Il valore di una data
Il 29 ottobre 1923 resta una data centrale nella storia turca, segnando il passaggio formale dall'impero alla repubblica. Le celebrazioni annuali rinnovano il legame tra cittadini e istituzioni, riaffermando i simboli dell'identità nazionale.
La frase di Atatürk — "La sovranità appartiene, senza condizioni né riserve, al popolo" — rappresenta il principio fondativo della Repubblica, anche se la sua applicazione pratica è stata oggetto di interpretazioni diverse nel corso del tempo.
Comprendere il 29 ottobre significa riconoscere sia l'importanza della rottura con il passato imperiale, sia la complessità di un processo storico che ha avuto conseguenze profonde e durature sulla regione. Per chi viaggia in Turchia, questa ricorrenza offre uno spaccato significativo sulla costruzione dell'identità nazionale contemporanea.
FAQ per i lettori
Cosa si celebra il 29 ottobre in Turchia? La proclamazione della Repubblica nel 1923 e la fine formale dell'Impero ottomano, con l'elezione di Mustafa Kemal Atatürk come primo presidente.
Dove si tengono le principali celebrazioni? Ad Ankara, presso l'Anıtkabir (mausoleo di Atatürk), e nelle principali città del Paese come Istanbul, Izmir e Antalya.
Come si dice "Festa della Repubblica" in turco? "Cumhuriyet Bayramı".
Suggerimenti di Lettura
- Fabio L. Grassi – Atatürk. Il fondatore della Turchia moderna (Salerno Editrice)
- İpek Çalışlar (trad. Barbara Gambaccini) – Madam Atatürk (Edizioni Clandestine)
- Storia della Turchia. Dalla fine dell'impero ottomano ai nostri giorni di Erik J. Zürcher (Autore), Donzelli, 2007
